Zabriskie Point (di Raffaella Vicario)

EPSON MFP image

Valle della morte, 1995

Ho fatto un sogno. Preparavo una valigia con poche ma indispensabili cose, pur sapendo che non sarei più tornata indietro. Dovevo raggiungere un paese pieno di luci, musica e colori, così dicevano. Un posto dove tutto era possibile. Sapevo, nel sogno, che per raggiungerlo bastava desiderarlo, così ho chiuso gli occhi e ho volato. Sono arrivata in una notte buia, senza stelle e senza luna, e ho cercato un riparo per dormire.

Al risveglio, il calore mi ha investita di luce accecante e ho dischiuso gli occhi a fatica. Pian piano, dinanzi a me, la terra ha preso forma. Un mare di rocce, sconfinato e brullo, steso ai miei piedi sotto un cielo azzurro ripieno di panna. Una bellezza da mozzare il fiato. Colori primari declinati in tutte le sfumature su una tavolozza pronta per essere usata. Così ho disegnato un pennello e ho cominciato a riempire l’orizzonte di palme e grattacieli, di onde e insegne luminose. E, ogni volta che mi andava, potevo cancellare tutto e ricominciare daccapo. Così ho capito di essere arrivata nel paese delle infinite possibilità, dove potevo ridisegnare il presente e immaginare un futuro realizzabile.

Ho fatto un sogno. Sogno California.

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