La solitudine dei numeri primi (di Emanuele Menietti)

Milano, 2013 (iPhone)

Milano, 2013 (iPhone)

Girò incerto intorno ai tavoli della sala deserta per qualche minuto, poi si fece coraggio e si avvicinò al palco, dove c’era l’acuto oratore che era riuscito a invitare per una conferenza dopo avere insistito per mesi. Con molto imbarazzo, comunicò all’ospite che non sarebbe arrivato nessuno: si erano tutti fermati nella sala vicina per vedere un concorso di bellezza di gattini. Seduto sulla sua poltroncina nera, il fine oratore continuò a curarsi delle cose che succedevano sullo schermo del suo computer, senza dare alcuna importanza a ciò che gli era stato appena detto. Fu lasciato solo, mentre continuava a pigiare tasti e a cliccare cose. Nessuno ebbe più il coraggio di dirgli qualcosa, nemmeno il tizio delle pulizie che era entrato qualche ore dopo nella sala per passare l’aspirapolvere, un tipo solitamente così ciarliero e loquace. Poi vennero a togliere le sedie. Poi vennero per le tovaglie rosse, per i tavoli. Infine tolsero le altre poltroncine dal palco. E alla fine anche il ronzio dei neon smise di fare compagnia al sagace oratore.
C’è chi racconta che sia ancora là, che abbia scoperto qualcosa su quel computer, ma che non abbia ancora trovato qualcuno cui valga la pena di raccontarlo.

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