Ipnotizzati (di Matteo Gargani)

M'Boro, Senegal, 2010

M’Boro, Senegal, 2010

La foto cattura tutto lo stupore di un gruppo di bambini del M’Boro che guardano per la prima volta nella loro vita un filmato. I loro sguardi sono così pieni di stupore e immaginazione che catturano la nostra attenzione e anche noi, come quei bambini, incominciamo a far “spaziare la nostra fantasia” pensando a che cosa stiano guardando di così stupefacente da catturare la loro attenzione.
Penso che per quei bambini sia stato come vedere una magia. Quegli occhi pieni di emozione e stupore per aver visto una semplice sequenza di immagini in movimento mi fa pensare a quanto sia importante non dare nulla per scontato. In effetti la definizione di un oggetto come “scontato” è soggettiva e relativa ad un certo contesto, a delle aspettative di vita e ad un certo tenore di vita. Tutto ciò mi porta ad una conclusione: ogni cosa è relativa a come la immaginiamo, a come la percepiamo , a come doniamo a quel significante (a quell’ammasso di materia) un significato ben distinto nella nostra mente. Incredibile pensare a quanto sia sottile per un bambino la differenza tra realtà e immaginazione. Volevo dire che per un bambino la sua è l’unica vita possibile.
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