Un mondo piatto (di Stefano Manaresi)

Bassa Romagna, 2012

Bassa Romagna, 2012

Questa foto ci dice di un paesaggio di confine, che sta tra la bassa Romagna e il Delta del Po; tra i campi coltivati e le valli, tra le acque di fiume e le acque di mare. E’ l’immagine di terreni costruiti dall’uomo, non frutto dell’opera  millenaria  di fiumi e agenti naturali, che buld dozer e idrovore hanno strappato alle acque e bonificato con la riforma agraria del Mezzano, risalente ai primi anni 50 del novecento.
Oggi mi piace affermare che anche questo è un luogo di FRONTIERA, luogo di demarcazione fra differenti equilibri ambientali, agrari, e socio-culturali, e come ogni frontiera, incontro di biodiversità.
Se ascolto il mio cuore la foto mi parla di silenzio, di lievità, a tratti di desolazione.
Il racconto razionale ci consegna un’immagine frutto della lotta continua tra uomo e natura per conquistare terra alle acque, per sconfiggere fame, malattie, e miseria.
Conosco questa terra: questa terra è la mia terra. Riconosco perfettamente questo luogo, lo scatto è stato fatto sulla strada che dalla frazione MENATE porta all’argine Agosta delle Valli di Comacchio, e se avrete desiderio e voglia di percorrerlo potrete condividere che si tratta di “un mondo piatto”.
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