Un altro mondo (di Catia Masi)

PICT0641
E’ una cosa seria. E’ una cosa maledettamente seria. Qui c’è da pedalare, c’è bisogno di fare, faticare. Non lasciatevi ingannare da quel sorriso sul manifesto: un sorriso grande come il mio torace è per forza un sorriso falso. E quell’auto? Penserete: “fortunato lui che ha la vita facile”, mentre noi siamo qui a pedalare. No, non ha la vita facile: è un povero fantasma solo. Nessuno vede la sua faccia, nessuno sa chi sia, nessuno si preoccupa di lui, nessuno si ricorderà di lui. E di me? Non mi importa, non è questo che mi preoccupa. Il mio pensiero è quello di andare e sono concentrato nello sforzo delle gambe che mi assistono. La tensione delle braccia che stringono inutilmente il manubrio: non serve mica stringerlo così forte per guidare una bicicletta. Eh no, ma a volte si disperdono energie. Però mi aiuta a restare concentrato: la strada, i pensieri, il lavoro, la famiglia e così finisco per stringere inutilmente il manubrio. Anch’io sono solo qui in mezzo alla strada, ma ditemi se non avete subito pensato che quelli sullo sfondo fossero i miei fratelli. Sì lo so, l’avete fatto. Siamo fratelli di sangue: di sangue che tinge le strade.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...