Il tiro (di Daniele Iannaccone)

Roma, 2011

Roma, 2011

E’ questione di un attimo, un gesto atletico perfetto o scoordinato, da lontano o ravvicinato, disperato o a porta vuota: una frazione di secondo, è tutto là. Lo possiamo immaginare nella più ampia visione tattica, ma non sarà mai proprio come lo vogliamo, lo sogniamo che si infila di prima sotto al “sette”, ma non possiamo badare solo all’esito per coglierne la bellezza.
Tra amici o a Wembley siamo tutti uguali mentre ci proviamo, è la passione che ci guida, viviamo frammenti concentrati di felicità, speranza, gioia e liberazione. Puoi avere i calzoncini larghi e i capelli non a posto perché non occorrono i completini perfetti, gli scarpini fatati o migliaia di spettatori. Siamo tutti uguali se ci proviamo, nonostante i mille suggerimenti e le urla invoglianti che suggeriscono di puntare alla porta e che prontamente possono trasformarsi in bestiali improperi quando l’obiettivo non è centrato o il tentativo azzardato.
Non c’è dubbio, nel calcio come nella vita, il più democratico dei colpi è il Tiro e non occorre altro!
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