Il cane del Chapas (di Laura Ciccarelli)

Messico, 1993

Messico, 1993

Ho due anni, ma ne dimostro dieci, lo so.
Però non è colpa mia: il segno che mi vedi sulla gola è quello di un collare a strozzo, che non cresceva mentre io diventavo più grande (ma non più robusto). Stavo alla catena, all’aperto, vivevo con poca acqua e poco cibo, ma la mia energia era tanta, era l’energia che hanno tutti i cani giovani, anche quelli che possono esplorare uno spazio molto limitato. Ero una vera esplosione di forza, e il mio padrone non sapeva come contenermi né come nutrirmi: aveva poco anche per sé. Mi bastonava ogni tanto per farmi stare buono, per farmi smettere di abbaiare. Io comunque gli volevo bene, gli leccavo le mani quando smetteva di picchiarmi, come fanno tutti i cani che si rispettino.
Pensavo che quella fosse l’unica vita possibile.
Poi è arrivato Lui: un ragazzo di quindici anni, con i capelli neri e gli occhi da cane, come me. Ha visto la mia energia e mi ha voluto subito bene, mi ha portato via con sé e mi ha dato un nome. Non avevo un nome prima. Ora ce l’ho e ne vado orgoglioso, quando mi chiama corro e sono felice.
Ora io sono TACANA’, come il nostro vulcano, perché Lui dice che dentro ho un’energia esplosiva. Il collare a strozzo non c’è più, non ci sono le botte. Ricordo ancora la mia vita di prima, ma adesso intorno a me ci sono i colori delle piastrelle di questo muro.
Adesso c’è Lui.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...