Terra Bruciata (di Chiara Geloni)

Calabria, 2010

Calabria, 2010

Finché un uomo ti incontra e non si riconosce

e ogni terra si accende e si arrende la pace

(Khorakhanè – A forza di essere vento

Fabrizio De André, 1996)

Alla guerra e al dolore degli uomini. Al dolore evitabile, quello provocato dall’odio e dall’ingiustizia. Quello che irrompe nella bellezza della vita dei bambini e degli innocenti, senza ragione e senza logica, sotto un cielo magnifico e mentre poco lontano tutto prosegue placidamente come prima.

Al fatto che poi sempre si rinasce, al verde che rispunta, perché la vita è più forte della morte, la capacità di sopravvivere degli uomini è sorprendente, come quella di distruggere e anzi di più.

Alla Calabria, terra di magnificenza e di secolare oppressione. Alla Palestina, terra di miracoli e di conflitto inestirpabile. Ai camminanti di De André, cioè all’umanità in ricerca, in viaggio, lungo la strada: e quindi agli uomini di ogni tempo.

All’idea che se ci mettiamo in marcia arriveremo dietro quella collina prima che sia buio, compagni. Fratelli.

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