La scimmia (di Maruska Albertazzi)

Civita Catellana, 2014

Civita Catellana, 2014

Quando avevo cinque anni e mezzo, incontrai una scimmia. Era una bella scimmia, alta e col pelo lungo. Passeggiava tutta sola per la piazza del paese, nel caldo afoso di un pomeriggio di agosto.
“Ciao”, mi disse.
“Ciao! Dove stai andando?”, le dissi io.
“A casa. E tu?”
Io stavo andando a comprare un gelato. Quell’estate, passavo quasi tutti i pomeriggi a casa di mia nonna, che abitava proprio sulla piazza del paese. Ogni giorno, alle quattro e mezza precise, mi dava cinquecento lire di carta e mi mandava al bar della piazza a comprare il Piedone alla fragola. Poi apriva la finestra del salotto e mi seguiva con gli occhi.
“ A comprare un gelato. Ma è molto lontana casa tua?”
“Sì.”
“Ma non hai caldo con tutto quel pelo?”
“Sì”
“Allora vieni con me a comprare il gelato? Nonna mi ha dato cinquecento lire. Ti piace il Piedone alla Fragola?”
“Molto. Ma non posso venire con te a comprare il gelato.”
“E perché mai?”
“ Le scimmie non si possono fermare per strada a parlare con le bambine. Non possono nemmeno entrare in un bar a comprare un gelato. Tanto meno farselo offrire dalla bambina”
“E perché mai?”
“Perché tutti penserebbero che la scimmia vuole fare del male alla bambina. Poi penserebbero che vuole aggredire il barista. E infine che ha rubato i soldi del gelato alla bambina.”
“E perché mai?”
“Perché spesso succede.”
“Ma tu vuoi farmi del male, rapinare il barista e rubarmi i soldi del gelato?”
“No”
“E infatti perché dovresti? Io sono stata gentile con te. Ti ho offerto il gelato. Non avresti motivo di farmi del male. Mia nonna dice sempre che se siamo gentili con gli altri non dobbiamo mai avere paura.”
“Da dove vengo io le cose brutte capitano anche alle persone che sono state gentili.”
“Il fatto è che bisogna essere gentili per primi. E’ molto importante. E sarebbe meglio che la scimmia che incontri non avesse incontrato qualcuno di poco gentile prima di te. Insomma, se tutti fossero gentili con tutti, nessuno sarebbe mai cattivo con nessuno. Così mi ha spiegato mia nonna.”
“Tua nonna ti ha spiegato bene. Va bene, mi hai convinta. Vengo con te a comprare il gelato.”

Cadde a terra. La scimmia. Il rumore dello sparo piovve dall’alto e rimbalzò per la piazza del paese.
Guardai su. La finestra di mia nonna era ancora aperta.

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